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14/12/18 ore

Salvini, l'incidente diplomatico e i punti di partenza



Se c'è una cosa che compatta gli italiani questa è il giudizio unanime sui francesi, che in tempi di pace si è consumato perlopiù al bar, fra una testata di finale e una scalata al Tour. Ma grazie all'inizio sprint di Salvini nei suoi primi giorni di governo, si è arrivati invece all'incidente diplomatico serio.

 

La Francia per la verità non ha fatto nulla per evitarlo. Ed ora si chiedono da lei le scuse, senza le quali saltano gli incontri al vertice già in programma: quello del ministro dell'Economia Tria con il suo omologo, previsto oggi e rinviato; quello del premier dimezzato Conte, che rinuncerà alla spedizione transalpina prevista venerdì, in mancanza di un atto di contrizione del presidente Macron o chi per lui, dopo le uscite infelici di ieri sulla vicenda Aquarius.

 

La nave con circa 600 disperati a bordo viaggia verso la Spagna, mentre nelle stesse ore un'altra nave, questa volta della marina italiana, giunge a Catania con più di 900 persone, quasi tutti eritrei. Una bel numero che va a ingrossare di colpo il bilancio degli sbarchi del mese di giugno, che comunque resta confortante e in netto miglioramento, confrontato con gli esodi più biblici del 2017. Ciò a conferma che la paventata invasione attualmente non c'è, grazie anche all'effetto Minniti, che ha dato i suoi frutti nei primi sei mesi del 2018, come ci dicono i dati diffusi dalla Unhcr.

 

E proprio qui sta il punto “dolente”, su cui il leader della Lega verrà atteso al varco, al netto dei negoziati per rivedere gli accordi sull'accoglienza tra i paesi europei. La propaganda ha infatti la sua efficacia, ma mostra nel tempo la corda, se non è supportata dai risultati.

 

Per Salvini il termine di paragone è quindi impegnativo. Per far meglio del suo predecessore, il neo ministro degli Interni pare voglia puntare deciso sull'obiettivo Ong e sul presunto profitto da queste ottenuto dal viavai a sud del mediterraneo. Nel contempo, cercherà di frenare o ridurre al minimo le partenza. Che poi è ciò che è stato fatto in questi mesi, stringendo tuttavia qualche “patto col diavolo” in terra libica, badando al sodo e ignorando totalmente le condizioni a quanto pare da lager in cui versano i rifugiati in attesa di partire per la “terra promessa”.

 

Resta ora da capire come si muoverà il Viminale sotto la bandiera giallo-verde. Salvini conta di andare presto in Africa. Immaginiamo per “aiutarli a casa loro”, come promesso senza spiegarcelo in campagna elettorale. Sarà interassante scoprire finalmente come... (red.)

 

 


Commenti   

 
0 #3 ilSocialista 2018-06-13 23:12
aggiungici lo schiaffo dato da Trump alla Europa ovvero alla Germania principalmente; Trump in sostanza ha detto che gli USA sono stufi di comprarsi tutti quei prodotti tedeschi rimpinguando il mostruoso surplus tedesco; ha detto che se l'Europa non consuma di più invece di fare la sparagnina, le macchine se le possono produrre anche da soli alla faccia della Opel e della Mercedes; Trump non sarà simpatico ma ha PERFETTAMENTE RAGIONE; il baricentro dei problemi europei e pure atlantici passa per il surplus tedesco che FA VERAMENTE SCHIFO; auguriamoci che Trump l'abbia cantata alla Merkel che se non corregge la cosa l'europa va a puttane
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0 #2 ilSocialista 2018-06-13 22:48
della ormai scarsa consistenza del suddetto sputo sembra invece consapevole la Merkel, dando qualche segno di resipiscenza finalmente; ha detto che l'Europa rischia di esplodere; i processi cerebrali dei tedeschi sono molto lenti ma alla fine possono andare persino a buon fine; sik deve vedere se i processi cerebrali restano nel contesto corticale o si traducono in qualche atto pratico.
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0 #1 ilSocialista 2018-06-13 22:44
vedi, a me non pare affatto un caso che Macron abbia detto quelle parole sprezzanti; e le abbia dette a pochi giorni da un incontro con Conte; Conte e Macron dovevano parlare degli interessi comuni di paesi entrambi vassalli della Germania; si trattava di concordare qualcosa da rosicchiare al potente ingombrante vicino; Macron ha detto in sostanza che se l'Italia pensa di dirottare anche solo qualche migrante dalle parti francesi questi accordi se li può scordare semplicemente perchè i migranti sono cazzi geograficamente suoi e di nessun altro; in quanto l'Italia è vicina all'africa; alla prossima nave carica di migranti il braccio di ferro continuerà; e non escluderei atti ostili pratici ed esibizioni muscolari di navi e caccia militari alla faccia dell'europa unita con lo sputo.
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