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14/12/18 ore

Il ruolo dei media nella percezione dei movimenti per lo sviluppo del potenziale umano



Il Centro Studi sulla Libertà di Religione, Credo e Coscienza (LIREC), nell’ambito del suo “Progetto Conoscenza”, ha organizzato il 9 novembre 2018 presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, il convegno “I movimenti del potenziale umano: Vie e percorsi di sviluppo personale nella società secolarizzata” (*). L'intento era anzitutto quello di fornire uno spaccato informativo corretto su organizzazioni la cui storia e filosofia risalgono ormai piuttosto indietro nel tempo. 

 

Il convegno intendeva fornire i riferimenti storici, filosofici, etici, psicologici e sociologici necessari alla comprensione di questa galassia di gruppi, la cui diffusione suscita talora controversie e dibattiti. I movimenti del potenziale umano, infatti, si collocano nell'ambito di un contesto caratterizzato dall'alterità: un tratto tipico è l'elaborazione di tecniche “alternative” per affrontare i problemi legati alla salute della mente e del corpo, che vuole affiancarsi o contrapporsi alla medicina tradizionale. 

 

Di seguito la relazione di Camillo Maffia, responsabile relazioni esterne LIREC e collaboratore di Agenzia Radicale.

 

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Il ruolo dei media nella percezione dei movimenti per lo sviluppo del potenziale umano

 

di Camillo Maffia

 

Comprendere il fattore mediatico nella rappresentazione dei movimenti del potenziale umano non è immediato, se non si conoscono bene i singoli casi e non si tiene a mente la difficoltà posta dal rapporto media-giustizia. E' un rapporto che è stato osservato ed è stato spesso oggetto di preoccupazione, che in relazione alle minoranze religiose, come abbiamo avuto modo di documentare in questi anni, si è rivelato particolarmente problematico, per non dire deleterio. 

 

Anzitutto, possiamo cominciare dall'esperienza quotidiana: io apro il giornale, un quotidiano qualsiasi, e leggo un articolo che parla di “sette” pericolose. A volte, mi trovo davanti a un caso che ha dei riferimenti giudiziari; altre volte viene delineato un profilo in cui rientrano determinate organizzazioni che sono classificate come “sette” e rappresenterebbero un allarme sociale. Ora, già qui possiamo iniziare a cogliere alcuni concetti-chiave, ovvero: 1) spesso abbiamo a che fare con gruppi religiosi, filosofici o spirituali minoritari 2) vengono rappresentati dai media in modo molto allarmistico 3) sembra tale immagine si colleghi a esperienze giudiziarie o comunque a disdicevoli episodi di cronaca.

 

Quindi, approfondendo l'aspetto giudiziario vedo che vengono contestati alcuni reati; trovo una serie di “testimonianze”, spesso anonime, e apprendo che è stata coinvolta nelle indagini la Squadra Antisette della polizia di Stato. Deduco perciò che c'è un grave pericolo sociale. 

 

Questo è ciò che affiora dalla superficie mediatica, che determina il modo in cui l'opinione pubblica percepisce alcuni movimenti religiosi, filosofici o spirituali. Ora, per capire bene il ruolo dei media proviamo a leggere quello che non c'è scritto sui giornali, e vediamo se l'omissione di alcuni dati risulta insignificante o se invece implica un'alterazione di questa percezione.

 

La Squadra Antisette nasce nel 2006 con una circolare dell'allora capo della polizia Giovanni De Gennaro, senza alcun dibattito parlamentare, e individua come referente il Numero Verde Antisette della Comunità Giovanni XXIII, gestito da don Aldo Buonaiuto. Collaborerà poi con la SAS il Forum Antisette, che si compone nel periodo immediatamente successivo, con cinque associazioni: ARIS Veneto, ARIS Toscana, Giù le mani dai bambini, CESAP e FAVIS.

 

La Squadra è (per così dire) “lanciata” con ampio risalto mediatico in occasione del caso Arkeon, un gruppo spirituale che viene presentato come “la più grande psicosetta mai esistita”, che si rivelerà poi non essere tale in base a quanto hanno scritto i giudici di primo grado, i quali hanno ritenuto infondato il teorema della psicosetta, smentendo quindi la validità dello studio del CESAP, l'associazione antisette che si era costituita parte civile

 

 Una sola studiosa, peraltro invitata a condurre una osservazione obiettiva da parte del gruppo stesso, elabora un parere diverso in merito alla “psicosetta”, sostenendo non vi siano i margini per ritenerla tale: viene indagata con l'accusa di essere il “guru in pectore” che voleva ricostituire la setta, subisce la chiusura del suo sito Internet e verrà poi archiviata non essendovi alcuna base nelle accuse nei suoi riguardi.

 

La SAS sarà oggetto di ben tre interrogazioni parlamentari, una delle quali ritirata, in cui si domandano non solo i costi e l'utilità di tale dipartimento di polizia, al netto fra l'altro degli ingenti tagli al bilancio subiti dalle forze dell'ordine, ma anche se non rappresenti piuttosto un pericolo per la libertà religiosa e se sia compatibile con i principi costituzionali. 

 

Ulteriori polemiche, anche in sede internazionale (OSCE/ODIHR) vi saranno sulla SAS con il caso MISA Yoga, nel 2012, un gruppo fondato da un rifugiato politico originario della Romania, Gregorian Bivolaru, che era stato perseguitato dal regime di Ceausescu e vedeva la sua organizzazione indagata con una operazione in cui erano palesi non soltanto l'inconsistenza delle accuse ma anche le gravissime violazioni dei diritti umani.

 

Il gruppo era presente anche in Italia: qui subisce l'intervento della Squadra Antisette, sempre con ampio clamore mediatico, a causa dell'interessamento della FECRIS, una controversa associazione internazionale con sede in Francia che raggruppa vari movimenti antisette fra cui quelli che collaborano con la SAS. MISA Yoga sarà poi assolta in Romania, mentre delle indagini italiane da sei anni non si sa assolutamente nulla, così come non sono mai state date risposte agli interrogativi posti nelle interpellanze parlamentari.

 

Per comprendere come sono nati questi casi occorre soffermarsi sugli attori principali che abbiamo menzionato. Anzitutto bisogna ricostruire brevemente la genesi dei movimenti antisette in Italia, che affonda le sue radici negli anni Ottanta, con la fondazione dell'ARIS (Associazione Ricerca e Informazione sulle Sette) e del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette – l'acronimo muterà significato anni dopo in Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa). 

 

l primo è un gruppo laico, fondato da Ennio Malatesta, che concentra la sua propaganda contro la Chiesa di Scientology, e il secondo cattolico, attivo inizialmente soprattutto contro i Testimoni di Geova benché entrambi i movimenti si profilino comunque “contro le sette” in modo generico. 

 

L'ARIS, oltre che a un ruolo controverso nel maxiprocesso Scientology, si collega direttamente ad almeno un sinistro caso di sequestro di persona ai fini della “deprogrammazione”, una pratica che consiste in presunte tecniche per la “disaffiliazione” dei membri delle cosiddette “sette”, una vicenda che susciterà interrogativi anche in sede parlamentare. Per capire bene il ruolo del GRIS bisognerà aspettare lo scandalo storico dei Bambini di Satana di Marco Dimitri, persone assolte da tutti i reati loro contestati e risarcite dallo Stato con centomila euro pro capite per l'ingiusta detenzione patita (il solo Dimitri subisce 400 giorni di immotivata carcerazione). 

 

Ai primi del Duemila emerge il Numero Verde Antisette di don Aldo Buonaiuto, che si propone come “esperto antisette” intervenendo come perito in quello che presenta come un terribile caso di satanismo, ma che si rivelerà essere una setta satanica inventata da lui, gli “Angeli di Sodoma”, mai esistita, al punto che nel corso del dibattimento relativo di tale “setta” non si parlerà neppure. 

 

Questo sacerdote cattolico tornerà a fare il perito in tribunale nonostante la totale assenza di competenze nel merito con il caso di Ananda Assisi, una comunità yoga che attraversa un calvario giudiziario particolarmente lungo e doloroso, e che si rivelerà come al solito completamente innocente quando le accuse di “setta” cadranno in sede giudiziaria. Parallelamente si sviluppano altri casi sistematicamente infondati.

 

Nel 2006 è fondata la SAS proprio con Buonaiuto referente, in base alla circolare istitutiva, e quindi con l'apporto determinante del cosiddetto “Forum Antisette”. Le prime due associazioni, ARIS Veneto e ARIS Toscana, sono dirette discendenti dell'ARIS fondata negli anni Ottanta. Il CESAP (Centro Studi Abusi Psicologici) è un'associazione con sede in provincia di Bari, che si distingue anzitutto per la totale infondatezza di studi come quello su Arkeon, mentre FAVIS (Associazione Familiari Vittime delle Sette) è presieduta da un ragioniere, quindi un altro soggetto che non ha alcuna competenza dal punto di vista criminologico, il quale ha intrapreso questa “lotta alle sette”, a suo dire, in seguito alla vicenda di un figlio “plagiato”, benché il figlio abbia formalmente smentito tale ricostruzione e abbia raccontato piuttosto di essere stato costretto a lasciare il paese in cui viveva proprio a causa delle strumentalizzazioni operate dal padre.

 


 

 Giù le mani dai bambini è infine presieduta da un piccolo imprenditore che riferisce una vera e propria persecuzione da parte di una misteriosa setta che vedrebbe coinvolti perfino esponenti della magistratura, di cui però a quanto ci risulta non si è mai trovata la benché minima traccia. Tutti questi gruppi, a partire dall'istituzione della SAS, collaborano a vario titolo con le forze dell'ordine e/o con il Ministero dell'Interno. Nessuno dei casi orchestrati confermerà l'esistenza di “sette” pericolose in Italia.

 

Obiettivo politico dichiarato dei gruppi antisette è la reintroduzione del reato di plagio, istituito dal regime fascista e abolito per incostituzionalità nel 1981 in seguito al drammatico caso Braibanti, sotto forma di “reato di manipolazione mentale”. Al centro della ideologia di queste associazioni c'è infatti la presunta esistenza di tecniche di “lavaggio del cervello” che sarebbero operate da alcune minoranze religiose o spirituali, ovviamente senza alcuna base scientifica.

 

Il DDL per l'introduzione del reato di manipolazione mentale arriverà perfino in Commissione giustizia, dove sarà approvato dal governo Berlusconi, ma non sarà discusso a causa della caduta del governo. In quella sede vengono condotte delle audizioni in Parlamento, alle quali partecipano solo i suddetti “esperti antisette” con due sole eccezioni, ovvero Massimo Introvigne e Raffaella Di Marzio. La nascita dei movimenti antisette coincide quindi con il primo tentativo di reintrodurre il reato di plagio: come dirà Luciano Violante, l'attacco alla Chiesa di Scientology non era un atto umanitario ma un atto politico.

 

Ed è importante notare come dopo ben sei gradi di giudizio le denunce dell'ARIS e le indagini del giudice Mulliri si rivelarono ampiamente infondate (il processo si concluse con 33 assoluzioni e il riconoscimento della natura religiosa di Scientology, nel 2000). In questo modo s'inaugura quella collaborazione tra movimenti antisette e forze dell'ordine che produrrà solo gravi casi di malagiustizia, quando non di vera e propria persecuzione religiosa, accertati dallo sconcertante divario che separa le indagini giudiziarie dalle sentenze definitive.

 

Non si tratta cioè di singoli errori giudiziari, ma di una casistica sistematica e pressoché infallibile di attacchi strumentali e infondati a singoli o gruppi religiosi utilizzando lo strumento giudiziario con una espressa e inequivocabile finalità politica di tipo repressivo e apertamente incostituzionale. Dopo il maxiprocesso Scientology e la scandalosa vicenda dei Bambini di Satana, infatti, si assisterà a una crescita dei gruppi antisette, che va di pari passo col proliferare dei casi infondati. 

 

Nel 1998 il Ministero dell'Interno stila addirittura un Rapporto sulle sette e i movimenti magici i cui dati saranno contestati in ogni sede: Arturo Meneghetti, fondatore di Ontopsicologia,vincerà una causa contro il Ministero per diffamazione e sarà anche lui risarcito dallo Stato a causa delle informazioni false contenute nel documento. E' impossibile riassumere qui le tristi vicende frutto della collaborazione tra movimenti antisette e forze dell'ordine, tuttavia è opportuno sottolineare che vi sono gruppi in Italia (vedi Damanhur o i TdG) che sono stati ripetutamente oggetto di tale collaborazione senza che i tribunali confermassero mai l'allarme sociale.

 

 Ma non meno emblematici sono i casi di “satanismo”: oltre ai Bambini di Satana e agli Angeli di Sodoma, si rivelano infondate le indagini a carico di Elena Finocchi, indagata nel 2010 per un omicidio satanico mai avvenuto e poi archiviata, quelle scaturite dal libro “Fuggita da Satana” nel 2008, i cui imputati sono assolti nel 2010, e quella che forse è la più drammatica, la vicenda di don Giorgio Govoni ed Enzo Morselli, assolti dopo 15 anni dalle accuse di pedofilia e satanismo, morti prima della fine del processo.

 

Un'attenzione particolare merita in questa sede il noto caso del “guru di san Lorenzo”, Danilo Speranza, e della sua associazione “Re Maya”, che cambierà poi il nome in Scienza per Amore. I guai di Speranza cominciano di fatto quando entra in possesso di una tecnologia che fa gola a molti, in grado di trasformare gli scarti delle produzioni agricole in prodotti alimentari, ma applicabile anche ai biocarburanti.

 

Re Maya intende usarla a scopi umanitari, nonostante le crescenti pressioni affinché la ceda: nasce così il progetto HYST, a vantaggio delle popolazioni che soffrono la fame nel Terzo mondo, che riceve riconoscimenti trasversali. Poi, improvvisamente, scattano gli arresti: Speranza è accusato di violenza sessuale su minori (nonostante l'impotenza sessuale certificata), e l'intero gruppo finisce sotto processo con l'accusa di truffa. I membri sarebbero stati infatti raggirati: il macchinario sarebbe un'invenzione, la tecnologia in grado di sfamare l'Africa una favola per spillare soldi agli associati.

 

Durante il processo si discute parecchio di plagio e hanno un ruolo importante i riferimenti allo yoga e alle filosofie orientali che caratterizzano da sempre l'associazione. Fatto sta che il gruppo è stato assolto, in primo grado, dall'accusa di truffa: il solo Speranza è stato condannato per la violenza sessuale. Il gruppo è sotto accusa da quasi dieci anni, senza contare minacce e atti intimidatori quale il lancio di una bomba carta contro la sede nel 2010, subito dopo i primi arresti.

 

Come più volte abbiamo fatto notare, questo caso è particolarmente emblematico per varie ragioni, fra le quali spicca il fatto che il progetto HYST è stato ostacolato nonostante la crescente richiesta d'implementarlo da parte di ministri dei Paesi africani. La vicenda giudiziaria ha fatto sì che le istituzioni, seppure con rare eccezioni, tacessero di fronte alle richieste di collaborazione pervenute da parte di nazioni che soffrono a causa dello sterminio per fame.

 

E oggi che c'è stata l'assoluzione, Scienza per Amore continua all'estero un progetto che avrebbe dato lustro all'Italia se non fosse scoppiato il caso della “setta”, che finirà persino in Parlamento al punto che il gruppo è citato in una interpellanza parlamentare in cui s'invocano misure straordinarie contro le “sette” (ovvero, la solita reintroduzione del reato di plagio).

 

Riassumiamo quindi lo scenario: trent'anni di errori giudiziari, discriminazioni e persecuzioni religiose, con una chiara finalità politica liberticida ascrivibile nell'ambito di un gruppo internazionale controverso che ha suscitato preoccupazione nelle più alte sedi qual è la FECRIS, all'interno del quale è federato il Forum Antisette. (Per capire la pericolosità della FECRIS per la libertà di credo e coscienza basti citare il ruolo determinante che ha avuto nel bando dei TdG in Russia).

 

“Esperti” che collaborano con l'Interno, con le forze dell'ordine, senza alcuna competenza giuridica: addirittura un prete di campagna che si ritrova a fare il perito in tribunale, stilando perizie che causeranno l'ingiustificata e ingiustificabile sofferenza di persone innocenti per anni. E un dipartimento di polizia specializzato, creato appositamente per affrontare un'emergenza che assolutamente non esiste, dato che non è possibile riscontrare un solo caso che assomigli sia pure lontanamente ai parametri in cui rientrerebbero le cosiddette “psicosette”, ammesso che si voglia prendere per buona una definizione che non ha evidentemente alcun valore dal punto di vista oggettivo-scientifico.

 

Solo alla luce di questo scenario, che abbiamo qui brevemente riassunto, possiamo comprendere il ruolo dei media, anzitutto per la semplice ragione che non lo hanno mai descritto, con la sola eccezione di Agenzia Radicale che ha dato spazio alle ricostruzioni del sottoscritto. 

 


 

Tornando perciò alla situazione da cui siamo partiti, possiamo stabilire senza ombra di dubbio che la “omissione” di questi dati implica una distorsione di fatto della verità. Io accendo la televisione e sento parlare ad esempio di una “setta macrobiotica”, di persone plagiate e dell'intervento della Squadra Antisette: se non conosco lo scenario, sono inevitabilmente portato a credere che dietro la nota realtà di Pianesi si nascondesse qualcosa di terribile, che siano stati commessi dei reati gravissimi.

 

Per carità, nessuno lo mette in dubbio né lo conferma: c'è un procedimento, attendiamo l'esito. Però è anche logico concludere che se lo spettatore sapesse come sono andate le cose da trent'anni a questa parte si farebbe un'opinione diversa. Per fare un altro esempio, io cittadino ignaro leggo un articolo sul settimanale del “Corriere della Sera”, dal titolo: “Chi manipola la nostra mente?”, in cui si parla (testuale) del “mondo opaco del 'miglioramento di sé'”, in base al quale i “corsi di potenziamento mentale possono nascondere insidiosi tentativi di manipolazione”.

 

Dunque io ho paura. Sono citati diversi gruppi sotto l'etichetta di “movimenti per lo sviluppo del potenziale umano”, molto differenti peraltro tra loro: Soka Gakkai, Ontopsicologia, Scientology, Genio in 21 giorni. Sono autorizzato a pensare che vi sia davvero una vasta gamma di sette pericolose, che dietro realtà che mi sembravano innocue si annidi un allarme che può fare danni irreparabili alla vita di un individuo. Ricordiamo che sto leggendo il “Corriere”, non “Cavalli e segugi”, quindi non ho un motivo al mondo, io lettore ignaro, per pensare che la testata stia “omettendo” qualcosa di fondamentale come lo scenario che abbiamo descritto.

 

Qualcosa che capovolgerebbe radicalmente le riflessioni e le sensazioni che provo mentre leggo l'articolo. Quindi possiamo concludere che la percezione non è semplicemente alterata, ma completamente falsata quando non capovolta.

 

Come avviene questo capovolgimento? Negli anni del maxiprocesso Scientology le televisioni e i giornali allestiscono quella che sarà soltanto la prima gogna innalzata ai danni di un movimento religioso minoritario in Italia. Non vi è spazio al contraddittorio, nonostante la realizzazione di un documentario, prodotto dalla Transdale London, in cui emergono varie contraddizioni fra cui quelle che abbiamo esaminato: un documentario che non andrà mai in onda nel nostro Paese.

 

I casi di satanismo, a partire dai Bambini di Satana, sono tanto gonfiati dai media che oggi l'opinione pubblica è convinta che in Italia esistano pericolose sette sataniche, mentre è vero piuttosto il contrario, cioè che parecchi innocenti si sono fatti il carcere con accuse legate al satanismo che non stavano né in cielo né in terra. Il solo ed unico caso di cronaca in cui vi era l'elemento del satanismo è stato quello delle Bestie di Satana, un unicum in cui è difficile non ipotizzare piuttosto un elemento di emulazione frutto diretto di un immaginario mediatico artefatto. 

 

E anche nel caso delle Bestie di Satana non vi era nessuna setta: non c'era alcun elemento religioso, spirituale, liturgico, solo una vaga simbologia attinta in modo confuso da una distorsione di certi aspetti delle subculture di quel periodo. 

 

A ciascuno dei casi infondati corrisponde una gogna mediatica straordinaria, in cui televisioni e giornali si sono fatti sistematicamente megafono dei cosiddetti “esperti antisette” guardandosi bene dal menzionare, in seconda battuta, lo sgonfiarsi in tribunale dei teoremi così fantasiosamente concepiti. Al contrario: abbiamo assistito e assistiamo a un proliferare di programmi di approfondimento costruiti in modo tale da convincere lo spettatore dell'esistenza di un allarme per se stesso, per la propria famiglia, per i propri cari. Trasmissioni finalizzate direttamente alla reintroduzione del reato di plagio e alle limitazioni della libertà di religione, credo e coscienza, senza contare le “gogne periodiche” a carico di alcuni movimenti che da decenni sono vittima di una stigmatizzazione mediatica di cui è difficile trovare l'uguale.

 

Pertanto la rappresentazione dei movimenti per lo sviluppo del potenziale umano dev'essere necessariamente inserita all'interno di questo quadro. E' lecito affermare che il “pubblico”, oggi, ha una percezione totalmente alterata di questo segmento della realtà religiosa/spirituale in Italia. Nel teatro mediatico, abbiamo da un lato la scienza “ufficiale” e dall'altro i pericolosi raggiri dei “guru” e delle “sette”.

 

Però a ben guardare per scienza “ufficiale” s'intende quegli stessi gruppi antisette che propagandano la teoria della “manipolazione mentale”, che è stata ufficialmente smentita dalla scienza ufficiale (nello specifico, dalla American Psychological Association, già dagli anni 80), e che basa le sue attività sul contrasto alle “sette”, benché non esista una definizione scientifica di “setta”. E d'altro canto i “guru” e le “sette”, in Italia, se prendiamo la casistica sono perlopiù vittime di gogne mediatico-giudiziarie che si sono rivelate drammatici errori. 

 

È chiaro quindi che va in onda uno spettacolo “capovolto”, in cui si presenta come scientifico ciò che non lo è, e si propaganda un allarme sociale del tutto inesistente tacendo il pericolo democratico rappresentato invece dalle finalità politiche e dai metodi dei movimenti antisette.

 

In questa arena così assurdamente allestita, si giunge all'ultimo stadio, alla contraddizione più ampia, ovvero quella di un sacerdote cattolico che accusa gli altri gruppi religiosi di commettere abusi come se nella Chiesa non se ne verificassero, che è l'esatto contraltare di quegli psichiatri che accusano una serie di movimenti di commettere abusi come se in ambito psichiatrico non se ne verificassero.

 

Recentemente uno psichiatra presidente di un gruppo antisette spiegava in una trasmissione del servizio pubblico che col metodo Narconon i tossicodipendenti muoiono, e che lui lo sa perché lavora presso le ASL. Ovvero, i SERT. Credo che con questo esempio possiamo anche concludere.

 

(foto di Gianni Carbotti)

 

(*) Sono intervenuti il Plenipotenziario e Presidente CIDU Fabrizio Petri e l’Introduzione della direttrice di LIREC Raffaella Di Marzio, che modererà il convegno, parteciperanno, come relatori, il responsabile delle relazioni esterne Camillo Maffia, il presidente onorario Prof. Pietro Nocita, il Prof. PierLuigi Zoccatelli, Vicedirettore del CESNUR, e alcuni membri del Comitato Scientifico dell’associazione: il Prof. Domenico Bellantoni, Docente di Psicologia della Religione presso l'Università Salesiana di Roma, la Prof. Stefania Palmisano, Prof. Associato presso il Dipartimento di Culture Politica e Società dell'Università di Torino, la Prof. Pamela Harris, Vice Rettore e Docente di Diritto presso la John Cabot University di Roma e l’ on. Luigi Lacquaniti, Deputato XVII Legislatura. 

 

- Audiovideo del convegno "Il ruolo dei media nella percezione dei movimenti per lo sviluppo del potenziale umano" (Lirec)

 

 

 


Commenti   

 
-2 #1 Mario 2018-11-20 12:10
"Recentemente uno psichiatra presidente di un gruppo antisette spiegava in una trasmissione del servizio pubblico che col metodo Narconon i tossicodipenden ti muoiono, e che lui lo sa perché lavora presso le ASL. Ovvero, i SERT. Credo che con questo esempio possiamo anche concludere."

Cosa intende dire l'autore con questa sibillina chiosa? Forse che lo "psichiatra" intervistato non è credibile PERCHE'operator e del SerT?Che i servizi per le tossicodipenden ze criticano Narconon perchè la vedono come la concorrenza? Ancora peggio, significa forse che Narconon sarebbe da preferire ai Sert? Credo che i lettori meritino di conoscere il sottinteso di questa frase per farsi un'idea della cultura di riferimento dell'autore e, quindi, del testo nel suo complesso.
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